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PROGETTO OTONGA

Otonga


In Ecuador, il progetto decennale “OTONGA”, che prende il nome da un gigantesco lombrico trovato in quell'aerea, si propone l'acquisizione di porzioni di foresta primaria sulle pendici occidentali della catena andina, per preservarne le eccezionali caratteristiche di biodiversità. Ad oggi sono stati acquistati oltre 1.500 ettari.

COS'È UNA FORESTA PRIMARIA?
Si potrebbe definire la “foresta primaria” come il “diario” più completo dell'evoluzione della vita negli ultimi milioni di anni sulla Terra in quanto ospita un'alta percentuale di specie animali e vegetali presenti sul pianeta, un inestimabile patrimonio biologico.
Sulla terra, infatti, sono state fino ad ora catalogate circa 2.000.000 di specie, ma si calcola che il numero totale di specie sia almeno 10.000.000. più della metà delle quali concentrate nelle foreste pluviali tropicali. I naturalisti descrivono ogni anno circa 15.000 nuove specie di organismi, per la maggior parte insetti.
Con il termine "foresta primaria" - o vergine - si intende quell'insieme di ecosistemi forestali sviluppatisi spontaneamente nel corso dei millenni. Questo tipo di foresta non ha mai conosciuto un utilizzo industriale da parte dell'uomo ed al suo interno crescono alberi antichi che danno vita a centinaia di esseri viventi.

Queste foreste millenarie, attualmente sette:

  • la foresta pluviale africana del bacino del Congo
  • la foresta tropicale amazzonica
  • le giungle del sud-est asiatico
  • le foreste vergini del Nord America
  • la foresta pluviale temperata del Sudamerica
  • le foreste innevate della taiga siberiana
  • le ultime grandi foreste europee in Russia

le più importanti nel pianeta Terra, giocano un ruolo decisivo per le dinamiche del clima a livello planetario, dal momento che il rilascio di carbonio nell'atmosfera, provocato dagli innumerevoli incendi boschivi e dall'industrializzazione umana, contribuisce notevolmente all'effetto serra e al riscaldamento globale.
Questi “polmoni verdi” corrono oggi un serio pericolo di distruzione attribuibile al disboscamento per produrre cellulosa, carta o rifornimento di grandi mobilifici europei e americani (l'Italia ha questo primato!) Ma la foresta primaria è minacciata anche dall'allevamento e dall'agricoltura impiantati su terreni disboscati e inevitabilmente destinati alla desertificazione

COSA FA E COME OPERA BIOFOREST CON IL PROGETTO OTONGA?
Da oltre 10 anni viene versata una quota costante nel tempo come “una goccia continua” per “un progetto che dura nel tempo”; questo importo varia a seconda delle elargizioni che BIOFOREST raccoglie dai propri soci, per l'acquisizione di appezzamenti di “foresta primaria”. Ma l'acquisizione di lembi di foresta non è sufficiente, in quanto questi appezzamenti devono essere salvaguardati dalle stesse popolazioni che disboscano utilizzando la foresta primaria come pascolo per gli animali.
L'unico modo è “istruire ed educare, in quanto solo ciò che si conosce esiste e quindi assume un valore che vale la pena di conservare” cioè insegnare alle etnie locali il valore di questo patrimonio indispensabile per la sopravvivenza del pianeta.
A tale scopo nel 2003 ai piedi della foresta è iniziata la costruzione di un “Centro di Educazione Ambientale” che è stato ultimato ed inaugurato il 6 agosto 2007 per accogliere visitatori, studiosi e ricercatori da tutto il mondo ed avvicinare la popolazione locale alla scuola.
Nel contempo si stanno tracciando nuovi sentieri che si snodano attorno al “Centro” stesso inoltrandosi poi nella foresta e congiungendosi con quelli già presenti per permettere agli abitanti di raggiungere questo “Centro” e far maturare in loro una mentalità di sviluppo eco-sostenibile e far conoscere potenziali fonti alternative di sussistenza. Vengono avviati corsi comunitari di pasticceria per coinvolgere le donne che, tramite questa attività possono ricavare un guadagno per il sostentamento della famiglia. Parallelamente continua incessante la produzione degli oggetti in “tagua” realizzati con la lavorazione dei frutti composti da una sostanza chiamata volgarmente “avorio vegetale”, di una palma endemica locale. Tale attività consente di vivere a una ventina di famiglie, grazie alla vasta rete di vendita attivata soprattutto in Italia alimentata dal sostegno di molti volontari, Enti, Istituzioni ed Associazioni.
Parte dei finanziamenti stanziati da BIOFOREST, viene investita in studi, ricerche e pubblicazioni sulla flora e fauna di Otonga che hanno dato luogo alla scoperta di nuove specie vegetali e animali.
La Fondazione Otonga in Ecuador, nostro partner locale, grazie anche ai fondi messi a disposizione da BIOFOREST, gestisce ormai circa 200 borse di studio per bambini, ragazzi e studenti universitari che abitano nei pressi della foresta Otonga e molte adozioni a distanza riguardano bambini della zona sostenuti soprattutto da tanti generosi benefattori italiani ed esteri.
Il coordinamento e lo sviluppo del Progetto Otonga sono affidati al Prof. Giovanni Onore, Entomologo, Ordinario alla Pontificia Università Cattolica dell'Ecuador, con sede a Quito.

Salvare le “foreste primarie” scrigno di preziose biodiversità, è diventata un'esigenza fondamentale per il prosieguo della vita del pianeta Terra.

 
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